Orentano: vicini a tutte le città d’arte della Toscana, immersi nella storia della via Francigena


Storia di Orentano orentano

Pubblicato il 14/7/2014 da Simurg

La storia di Orentano – La storia dei piccoli paesi come Orentano è fatta di semplici fatti, spesso poco significativi ma…

SONY DSCLa storia dei piccoli paesi come Orentano è fatta di semplici fatti, spesso poco significativi ma comunque documentati sulle antiche carte di archivio, dalle quali è possibile ricavare una grande quantità di informazioni di interesse locale.

Ad ogni modo, delle sue origini si parla già nell’anno 849 quando il villaggio aveva solo una piccola chiesa ed una fortificazione.

E’ con l’epidemia della peste che il villaggio, agli inizi del 1300, assieme a tutta Europa, subisce un grave spopolamento con una conseguente e gravissima recessione economica, cui fecero seguito la decadenza dell’agricoltura e l’abbandono delle campagne da parte dei contadini. Questa situazione di crisi e di incertezza si protrae almeno fino a metà ‘500 quando finalmente si assiste ad una rinascita: il suo territorio, per gran parte boscato e incolto, semi-disabitato da moltissimi anni, rientra ora nei progetti agro-finanziari di alcuni imprenditori pubblici e privati, che desiderano mettere a coltura le sue terre.

In questa situazione di fervente ripresa le autorità civili e religiose furono sollecitate dagli abitanti di Orentano affinchè si prodigassero per dare loro un luogo di culto e che garantisse la presenza stabile di un sacerdote per amministrare i conforti della religione. Questo desiderio condusse alla ricostruzione, con una spesa massima prevista di 30 scudi, dell’antica chiesa di Orentano.

Ma Orentano è famoso per il bellissimo campanile ispirato al Campanile di Giotto a Firenze. La struttura venne inaugurata, dopo trent’anni di lavori nel 1907. A coordinare i lavori furono, in prima battuta, Luigi Boni di Borgo a Buggiano e, successivamente, Giuliano Buonaguidi, orentanese di nascita e di famiglia facoltosa.
Dopo due giorni dall’inugurazione, le campane furono trasportate alla base del campanile su un carro trainato a forza di braccia da una moltitudine di Orentanesi entusiasti. Il 7 di luglio, in un clima di festa solenne, le campane furono benedette dall’arcivescovo di Pisa cardinale Pietro Maffi, allora amministratore apostolico della diocesi di San Miniato, e nel pomeriggio furono issate sul campanile al cospetto di una folla acclamante. A sera si udirono i primi rintocchi e la commozione fu grande fra tutti i paesani.

Cfr, il sito web a cura di Savino Ruglioni

 

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